Gianluca Floris il sito ufficiale

 

Benvenuti nel sito ufficiale di Gianluca Floris.

 

il 24 febbraio prossimo esce il mio nuovo romanzo

 


In tutte le librerie diItalia

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"Auguro un anno di pace e di diritti umani per il Medio Oriente"
D.Baremboim durante il Neuejahrconzert 2009 dei Wiener Philarmoniker.

Auguri a tutti voi.

 

 

È un cantante lirico?

È uno scrittore?

È un formatore?

È un viaggiatore?


E perché mai, obietto io, una persona dovrebbe essere definita solamente da uno dei suoi interessi, da una sola delle sue attività? Ricordo che un tempo vidi una foto di Max Plank che, vestito con uno smoking, sedeva davanti ad un pianoforte intento a suonare. Plank era quindi un pianista o uno scienziato? Ma che senso ha porsi queste domande?

Il vostro capoufficio è un capoufficio o un marito? È un marito o un fratello? È un padre o un figlio? È un cugino o un ingegnere? Tutti noi non siamo definiti solamente da una delle nostre attribuzioni o da una delle nostre attività, ma dall'insieme del nostro agire e interagire con gli altri.

Ah, a proposito, per una simpatica ironia, Max Plank, con la scoperta dei quanti e la conseguente rivoluzione della fisica, ha messo fine ad una simpatica disputa scientifica a quei tempi tanto di moda: "ma la luce è un'onda o una particella?" La risposta geniale del buon pianista Max, fu che la luce, se la cerchi come particella, la trovi come particella ma se la consideri come onda, la trovi che si comporta da onda.

Quindi io sono io. Sono Gianluca Floris e vi parlo da questo spazio per illustrare le mie attività. Sul menu a sinistra puoi cliccare la sezione al Floris che stavi cercando, o quello che non ti aspettavi di trovare.

 

l'articolo  

Pensierini empatici

 

 

25/12/2008

 Cari amici,
non mi è venuto in mente nulla che potesse essere un racconto di Natale decente, e allora non l'ho scritto.
Questo Natale invece sento di dover raccontare i pensieri che ho messo nella letterina di Natale e che mando come messaggio in bottiglia a chiunque si trovasse sulla spiaggia ad aprirla.
Questo Natale mi metterò col pensiero nei panni altrui, Con ogni pensierino mi sforzerò di pensare a tutte quelle persone lontane da me, dalla mia vita fortunata, dal mio modo di essere. Uno sforzo di empatia, che è la caratteristica che veramente fa l'Uomo essere superiore. Iniziamo.

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 Mi manca una critica

19/12/2008

 Sento la mancanza di una critica, di una critica di valore e di contenuti, sento la mancanza di un contributo forte al ruolo di noi artisti e operatori culturali. Mi manca una critica letteraria, una critica delle arti figurative, una critica musicale e mi manca una critica teatrale. Mi chiedo il perché di questa vacanza all’apertura del terzo millennio e mi chiedo...

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La rivoluzione.

 

13/12/2008
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 Il mio lavoro è metafora di un mondo più giusto

08/03/2008 18.18.03

Il teatro stesso è una metafora. Non so come spiegarlo, ma credo che le metafore servano a rendere meglio l'idea. Quindi iniziamo. L'analogia, la metafora, sono figure retoriche sorte nella notte dei tempi assieme al linguaggio dell'uomo. Anche il teatro credo che sia nato assieme al linguaggio. io mi immagino che la sera, dopo estenuanti battute di caccia, ci si ritrovasse davanti al fuoco a raccontare la giornata spiegando con racconti più o meno teatrali come mai il carniere quella giornata fosse povero o, al contrario per raccontare le gesta eroiche di chi era riuscito a catturare quella preda succulenta che in quel momento arrostiva fra le braci.

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Pane e cultura

 

21/10/2007 12.54.55

La rinascita della Repubblica Sudafricana è iniziata quando Nelson Mandela, un intellettuale oltreché uno strenuo lottatore per i diritti umani, ha preso in prima persona la responsabilità della guida dello Stato. Mandela si è adoprato affinché il Sudafrica uscisse dalla situazione di apartheid nella quale versava da tempo e si affacciasse alla comunità internazionale degli stati democratici. Non è stato certo facile ma il processo ha avuto successo perché guidato da un progetto forte che viaggiava su due binari paralleli: da un lato l'estensione dei diritti umani e civili a quella parte che non ne aveva mai goduto e dall'altro una forte e saggia opera di pacificazione nazionale (l'Umbundu) con dei tribunali pacifici che non comminavano nessuna pena ma che avevano il compito di additare le responsabilità in maniera precisa e di perdonare. L'operazione ha avuto successo e oggi, pur con moltissimi problemi, la Repubblica Sudafricana può essere considerata senz'altro uno stato democratico.

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ARTE E ARTISTI

 

28/09/2007 23.38.29

L'arte ha bisogno di libertà, di un tipo particolare di libertà. La libertà di potersi sedere davanti a un monitor e di utilizzare le parole per rappresentare delle idee, delle intuizioni, delle sensazioni. La libertà di organizzare forme e colori su un tabellone o su una tela. L'arte è sempre libera perché nasce dall'insopprimibile bisogno di esprimersi, dalla necessità stessa dell'esprimersi che è libertà pura nell'atto stesso della creazione. Senza libertà e senza necessità non può esserci l'arte. Quindi l'artista è colui che ha la libertà di creare connessioni sinaptiche inedite fra i diversi elementi del mondo osservato e percepito. L'artista e l'arte sono sinonimo di libertà profonda. Di annotare gioie e fallimenti, glorie e miserie, e di farlo in maniera libera, creando con il genio e realizzando con la tecnica.

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Capita spesso

 

23/06/2007 20.03.33

Ci capita di continuo e pensiamo che capiti solo a noi, e invece è una sensazione comune a milioni di individui. Leggiamo il passo di un libro, i versi di una poesia, le parole di una lirica, di una canzone, di un brano d'opera e ci pare meravigliosa la sintonia con il nostro pensiero. Ci pare che solo noi e l'autore abbiamo realmente compreso il significato profondo di quelle parole, perché è come se l'autore avesse operato su nostra commissione.

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BASTA CON L'APPARTENENZA

 

 

06/04/2007 22.29.30

Sembra una cosa semplice, ma non lo è per nulla. Ci rendiamo conto che il nostro pensiero non è quasi mai libero? Voglio dire, ci rendiamo conto di quanto il nostro giudizio sulla realtà, o anche solo su un singolo evento, sia in realtà condizionato dal gruppo al quale noi apparteniamo o sentiamo di appartenere?

Quante volte nel sentire una persona che sta parlando alla radio o alla TV, sospendiamo il nostro giudizio su quello che afferma fino a che non capiamo a quale schieramento, a quale gruppo quello appartiene? Succede molte più volte di quanto non ci rendiamo conto.

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FARSI UN'IDEA DEL MONDO

 

 

21/10/2006 3.01.39

Amenità. Si dice che la differenza abissale fra la cultura giapponese (o asiatica in generale) e la nostra occidentale sia in questa descrizione. Mentre l'occidentale per farsi un'idea completa dell'intero universo ne studia ogni dettaglio, tutte le leggi che lo rego-lano, ne descrive con minuzia tutte le parti che lo compongono, il giapponese passa tutta una vita a studiare una sola foglia di una determina-ta pianta. La osserva, la scruta, la fotografa e la dipinge ossessivamente. Ma il giapponese da questo studio così tanto dettagliato e quasi os-sessivo, riesce a trarne un'idea abbastanza esat-ta di come funzioni l'universo intero. Mi sono fermato molte volte a pensare su questo argo-mento, e ancora non ho avuto il coraggio di prendere una posizione netta.

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